La geometria Gli studi di questa disciplina riprendono vigore nellEuropa degli inizi del 500, dietro la spinta di motivi di diversa natura. Proprio in questo periodo, in cui gli umanisti ricercano per interessi filologici i testi scientifici dellantica Grecia, si studiano accuratamente le opere dei grandi matematici e quelle dei loro antichi commentatori e se ne fanno traduzioni, contribuendo alla diffusione di queste conoscenze anche al di fuori dellambiente dei tradizionali uomini di cultura. La stampa ha, in questo, un ruolo determinante: nel 1482 a Venezia viene pubblicata la prima traduzione dallarabo in latino degli Elementi di Euclide (a cura di G. Campano); nel 1533 a Basilea viene pubblicato il testo greco della stessa opera e, di nuovo a Venezia, dieci anni più tardi, Tartaglia ne cura una traduzione, alquanto libera, in italiano.Comincia poi a mostrarsi evidente la forte relazione esistente tra scienza ed arte, assieme alla necessità di scambi di conoscenze e di collaborazione tra i due ambiti; ad esempio la geometria, ed in particolare quel suo ramo che è la prospettiva, viene sentita come indispensabile da pittori ed architetti. Questo fatto è reso più chiaro dai nomi degli autori di importanti trattati: Leon Battista Alberti scrive De arte aedificandi e Ludi Matematici, Pier della Francesca è lautore di De prospectiva pingendi, di De corporibus Leonardo Da Vinci è amico di Luca Pacioli e scritti di carattere matematico - geometrico sono contenuti in diversi codici Leonardeschi; particolare importanza ha poi lopera di Albrecht Dürer (Institutionum geometricarum libri quattuor) . Bisogna però arrivare alla seconda metà del 500 per trovare un trattato di prospettiva curato da un matematico: Federigo Commandino da Urbino. |