HOME
Home
 

Affreschi

Programma iconografico generale

Da una lettera di P. Vitelli si apprende che voleva seguire personalmente "l'invenzione delle pitture", ma che con il suo segretario e con il Fontana, studiano come attuare il PROGETTO CELEBRATIVO, che doveva essere suddiviso in 22 storie.
Si stabilisce anche di affidare a Prospero Fontana i quadri più importanti ,e ad un collaboratore fiorentino quelli di minor rilievo. C'è anche un certo "Cervello di Cesare" che, dopo vari tentativi, viene assunto perché a Paolo piacciono "quei paesaggi con quelle verdure e, in una gran sala, Prospero potrebbe mettercene quanto gli pare" e probabilmente è il cremonese Cesare Baglione.

Paolo Vitelli accetta poi il consiglio di Fontana di mettere quattro teste di marmo sopra le porte del salone e tre sopra il camino, e altre nelle varie sale, perché "fanno un bel vedere, nei luoghi grandi, le statue e le teste con li busti".

La decorazione del Salone di rappresentanza, iniziata nel 1572, probabilmente fu terminata nel marzo 1573, in occasione dei festeggiamenti al duca Ottaviano, signore di Parma, ospite di Paolo Vitelli.

Il salone con le storie dei fatti dei Vitelli 

Il salone, terminato probabilmente nel 1574, venne ridimensionato dopo l'incendio sviluppatosi nel 1686, che distrusse il soffitto a cassettoni, intagliato e dorato, e rovinò gran parte degli affreschi.
Gli affreschi sono poco leggibili per i danni provocati dall'umidità e dalla polvere, in più parte soggetti ad abrasione o alterati dai ritocchi. Il ciclo decorativo, esalta "i fatti" della famiglia tra il 1474 e il 1564 e sembra essere interrotto alla morte di Paolo Vitelli.
Il progetto prevedeva il proseguimento della sala successiva, quella degli Dei. In un rilievo effettuato nel 1676 da un pittore per attribuire con certezza gli affreschi, il capitan Antonino ( così si chiamava il pittore ) osservava che "tutta la facciata che riesce alla piazza è del Fontana e che ci sono molte storie, le quali si sa che siano e solo in una ha fatto il suo nome; che le altre pitture sono del SAMACCHINI, Giorgio Vasari e POMARANCIO e che da questo è stato dipinto, sopra la fuga, la storia di Paolo Vitelli, quando gli fu dato il bastone del comando; nel resto non possiamo dirle altro. In conclusione, possiamo dedurre solo la difficoltà di attribuire con assoluta certezza uno o più autori per i vari affreschi: molto probabilmente con il Fontana lavorano Nicolò Circignani ( detto il Pomarancio ), il SAMMACHINI, GIOVANNI FIAMMINGO e Battista da Castello. 

SALA CELEBRATIVA DI PAOLO VITELLI
( PADRONE E COMMITTENTE DI P. FONTANA)
ANALISI DELLE ISCRIZIONI IN ORDINE CONSEQUENZIALE, PARTENDO DALLA
PARETE A SINISTRA DELL'INGRESSO.

Parete a sinistra dell'ingresso
Parete a sinistra dell'ingresso

Camillo Vitelli nella battaglia del Taro (affresco frammentato)

Frammento inedito, con trombettieri e insegne dei Vitelli e dei Farnese, raffigura una scena della battaglia presso il Taro (1495); il fiume si intravede sotto un ponte, dove un soldato a cavallo atterra un nemico. Si voleva probabilmente evidenziare il corpo degli archibugieri a cavallo, di cui Camillo Vitelli fu probabilmente primo cavaliere e uno dei primi ad introdurre questa tecnica militare.
Viene attribuito al Fontana ed ai suoi artisti.

Carlo VIII conferisce a C.Vitelli il titolo di Duca di Gravina

Affresco collocato nella parete principale, in gran parte danneggiato, tranne pochi frammenti che, in base al colore e al tratto, ("Scena dell'Incoronazione") hanno portato gli studiosi a ritenere sicura la collaborazione di Samacchini e di Prospero Fontana.

ALESSANDER VITELLIUS ,COSMI REBELLE PROFLIGATOR      INTER CETEROS STOZZIUM ET CAVALCANTEM FLORENTIAM DUCIT

 

Alessandro Vitelli, avendo sconfitto gli avversari 
di Cosimo, tra gli altri conduce 
a Firenze Filippo Strozzi
e Cavalcante 
NICOLAUS VITELLIUS MERITO A. PLENO CONSILIO PATRIAE PATER NOMINATUR Nicolò Vitelli dall'intero Consiglio,giustamente, 
è nominato "padre della patria"
CAMILLUS AD TARUM BELLICO STRATAGEMMATE CARLO VIII A CAPTIVITATIS PERICULO LIBERATO AB IPSO PROPRIO MONILE HONORATUR Camillo,con uno stratagemma 
bellico,presso il fiume Taro,liberò
Carlo VIII dal pericolo della prigionia
e viene onorato con un suo 
personale gioiello
CAROLUS OCTAVUS OB GESTAS IN ITALICO BELLO CAMILLUM VITELLIUM GARAVINAE DUCEM CREAT Carlo VIII,  per le azioni compiute durante la guerra in Italia,nominò Camillo Vitelli
"duca di Gravina"
Parete a fronte dell'ingresso
Parete a fronte dell'ingresso

Paolo Vitelli caccia dal Casentino l'esercito Veneziano
Scena dipinta sulla parete principale del salone, sopra il camino.

Sicuramente attribuito al Fontana, anche se un disegno raffigurante una "battaglia" viene attribuito al Samacchini, come studio preparatorio dell'omonimo affresco di P. Vitelli.
L' acceso cromatismo dell'affresco fa si che i volti dei due condottieri sembrino "ritratti al naturale", tipico di una tecnica già sperimentata dal Fontana a Bologna; si può ipotizzare la collaborazione del Fontana e del Samacchini. 
Sullo sfondo a sinistra, fuori dall'ammasso dei soldati si distinguono le insegne dei Vitelli (scacchiera e mezze lune). Sulla destra una struttura architettonica; sulla parete centrale un groviglio di cavalli, armi e soldati. Il protagonista domina la parte centrale dell'affresco. Il cavallo è bardato con ricchi finimenti, su cui si distingue chiaramente lo stemma dei Vitelli. Il volto del cavallo sembra emettere il nitrito di vittoria: sotto le sue zampe giace il corpo di un nemico; il viso di Paolo Vitelli sembra atteggiato ad un sorriso di soddisfazione; sullo sfondo si coglie la fuga dei nemici.

Paolo Vitelli creato capo supremo della repubblica fiorentina

In parte seminascosto dal fregio su cui si stagliano i simboli dei Vitelli, sovrastato da una corona, l'affresco evidenzia una classica "investitura". Sullo sfondo araldi con trombe e stendardi: al centro Paolo Vitelli riceve dalle autorità il titolo di capo della repubblica. Al centro dell'affresco, in alto sopra la testa del protagonista si intravede il vessillo dei Vitelli (scacchiera e mezza luna). L'affresco è attribuito al Pomarancio.

PAULUS VITELLIUS CUM SUIS MILITIBUS HOSTIUM DETRIMENTO VENETORUM ARMA E CASENTINO PENITUS FUGAVIT Paolo Vitelli,con i suoi soldati,  con grande perdita dei nemici, di Venezia, mise in fuga le armate, sradicandole completamente dal Casentino
ALEXANDRU VI NEM VICTORIA
 
Parete a destra dell'ingresso
Parete a destra dell'ingresso
IOANES VITELLIUM MIRANDU LADIU OBSESAM….MIS ET INGENIO EXPU O REDDIDIT
 
VITELLIUS VITELLIU ABDUE FLUVII
TRAIECTUM IN LOCO CUIPRAE SIDERA (E)
GALLIS VIRILIS OSTENDIT
 
ALEXANDER VITELLI MAGNA MILITUM COPIA FLORENTIAM INGRESSUM  Alessandro Vitelli, con
un gran numero di soldati,
entra in Firenze
Parete dell'ingresso
Parete dell'ingresso

Alessandro Vitelli riceve da Carlo V il principato di Amatrice

Su uno sfondo prospettico in cui si coglie un notevole numero di soldati, domina in posizione centrale, in ginocchio la figura di Alessandro Vitelli mentre bacia la mano dell'imperatore.
Carlo V, munito di scettro, mentre una corona è sopraelevata sulla sua testa.
(Attribuito a Fontana e ai suoi aiutanti).

ALEXANDER VITELLIUS OB GENEROSA
IN COSMI CREATIONE FIDELITATEM
FLORENTIA EXIBITAM
A CARLO V AMATRICIS PRINCIPATUM RECEPIT
Alessandro Vitelli, per la generosa 
fedeltà dimostrata a Firenze nell'elezione
di Cosimo, ricevette da Carlo V il principato di Amatrice