Fregi GROTTESCHE Paesaggi

Le altre stanze del palazzo, escluso quella di rappresentanza, hanno come decorazione solo un fregio dipinto che si sviluppa attorno alle pareti. Il soffitto è lacunari, dove, nell'azzurro di fondo spicca il colore dorato dei simboli, per lo più le due mezzelune.
Il fregio è costituito da rappresentazioni larghe e basse, di tradizione bolognese, dove vengono illustrati temi classici, ( in cui si potevano identificare i rappresentanti delle nobili famiglie) oppure ampi paesaggi o GROTTESCHE. G.Vasari ci illustra la modalità di esecuzione e le caratteristiche di queste: "per quelle che vanno in campo bianco, si dà per tutto sottilmente il campo bianco; fatto ciò, si spolverano si colorano in fresco di colori sodi; di queste spezie possono essere grosse e sottili, le quali vengono fatte nel medesimo modo che si lavorano a fresco o in muro".
Le grottesche sono una specie di pitture licenziose e ridicole, per ornare i vani dove stanno bene solo le "cose in aria"; " per il che facevano in quelle tutte sconciature di mostri… o applicando a un sottilissimo filo un peso che non può reggere o a un cavallo le gambe di foglia o a un uomo le gambe di gru e chi più stranamente se l'immaginava, quello era tenuto più
valente"(G.Vasari - de Le vite…)
Stupendi anche i paesaggi "verdi-azzurri alla fiamminga", che si intravedono tra tronchi e rami dove si alzano montagne fantastiche e fantasiose costruzioni e rovine, chiaro esempio di ispirazione di scuola fiamminga, attribuibili quasi con certezza a Cesare
Baglione, " quel cervello di Cesare" citato nella lettera di Paolo Vitelli al Fontana.