Prospero Fontana (Bologna 1512; Bologna 1597) E' stato allievo di Innocenzo da Imola, un seguace di Raffaello e, all'inizio della sua carriera, ha aiutato il pittore Perino del Vaga nella decorazione del Palazzo Doria a Genova. I suoi contatti con gli artisti manieristi é continuato durante gli anni passati come assistente a Giorgio Vasari sui progetti a Roma e Firenze: Malgrado l'esposizione alle influenze di altri stili, ha continuato a dipingere in uno stile essenzialmente conservatore, come nella Trasfigurazione dei Santi (1545; Bologna, S. Domenico). Dal 1548 si é mosso fra Roma e Bologna: nel 1550 ha eseguito gli affreschi della vita di Costantino nella Palazzina della Viola a Bologna; nel 1550-51 ha supervisionato le decorazioni del Belvedere del Vaticano a Roma, per il papa Giulio III; e nel 1551 ha eseguito gli affreschi delle Virtù e degli Dei nel Palazzo Bocchi a Bologna. All'inizio del 1553 era ancora a Roma, dove ha lavorato con Taddeo Zuccaro alle decorazioni della Villa Giulia. Durante questo periodo finale a Roma inoltre ha eseguito le decorazioni per il loggiato del Palazzo di Firenze per Balduino del Monte, il fratello di Giulio III. Intorno al 1560 ha lavorato brevemente con Primaticcio a Fointainbleu in Francia. La sua prima convincente interpretazione dello stile manieristico si presenta nella Disputa di Santa Caterina (1560; Bologna, Madonna del Baraccano). Ha collaborato ancora con Vasari nel 1563-5 alle decorazioni del Palazzo Vecchio a Firenze e nel 1565 é stato ammesso all'Accademia Fiorentina del Disegno. Ha attuato lo stile del Vasari, fino a che non fece ritono a Bologna nel 1570. A Bologna ha risposto agli appelli del Cardinale Gabriele Paleotti per fornire progetti convincenti per impianti religiosi in armonia con i suggerimenti del Concilio di Trento. L'uso dell'espressione naturalistica caratterizza il suo ultimo stile come nel Santo Alessio che distribuisce elemosine (1576; Bologna, San Giacomo Maggiore). Una commissione pubblica importante é datata 1570, quando ha contribuito alle decorazioni per l'abside ricostruito della Chiesa di San Pietro a Bologna. Nel 1572 ricevette la committenza da Paolo Vitelli, viene infatti dal Malvasia (1678) e dalle cronache locali come l'esecutore degli affreschi con le "Storie dei fatti dei Vitelli" nel Palazzo di Paolo Vitelli a S. Egidio; dove operò tra il marzo 1572 e il giugno 1574. Secondo il Mancini, Fontana, fu in collaborazione con il Gherardi, e Samacchimi per gli affreschi delle altre sale. Sia il Malvasia che Luigi Lanza, inoltre, mettono in evidenza la sua rapidità nell'esecuzione dei lavori, come era previsto nel contratto di committenza. Ha continuato a dipingere fino al 1590, il Fontana non é riuscito ad adeguarsi alla riforma della pittura bolognese istigata dalla famiglia dei Carracci. |