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Orazio Samacchini
(Bologna 20 dicembre 153-
12 giugno 1577)
fu allievo di Pellegrino Timballi, ma solo scarse tracce dello stile del maestro si
trovano nelle sue prime opere; ricordiamo, fra le più notevoli, lo Sposalizio
della Vergine nella chiesa di San Giuseppe, lUltima cena in San
Girolamo della Certosa ( originariamente in San Francesco), la Crocifissione i
SantIsaia,la Madonna e Santi in SantEgidio, a Bologna. In esse la
nitidezza del segno e la fermezza dei colori si richiamano ancora ai modi del primo
manierismo bolognese del Bagnacaval e di Innocenzo da Imola. Nel 1561 era a Roma, fra gli
artisti chiamati da Pio IV a decorare il palazzotto del Belvedere; nel 1563 è impegnato
nei lavori della Sala Regia i Vaticano, dove esegue laffresco raffigurante Liutprado
che conferma a Gregorio II la donazione fatta da Ariperto, accanto al Vasari, a Marco
Pino, a Giusepe Porta, al Siciolante ,agli Zuccari ,a Livio Agresti ,allamico e
conterraneo Sabbatici. Il soggiorno romano lo pose i rapporto con i modi complessi e
macchinosi del manierismo toso-romano, i cui riflessi sono evidenti nelle opere eseguite
dopo il ritorno da Roma.
Suggestioni de manierismo di ambito zuccaresco si colgono negli affreschi di palazzo
Vitelli a Città di Castello, nella cappella del duomo di Parma (1570-1574) ,nella pala
con la Madonna, il Redentore e Santi i San Paolo Maggiore e negli
affreschi di una cappella di San Giovanni in Monte a Bologna. L Incoronazione
della Vergine e santi della Pinacoteca (già nella chiesa dei Santi Naborre e
Felice), la Purificazione e gli affreschi della cappella Magnani (1574) in San
Giacomo Maggiore sono documenti tipici della fase più tarda dellattività del
Samacchini, che su complicati impianti compositivi derivati da modelli vasariani (
presenti fin dal 1539 i San Michele in Bosco), ricerca arditi scorci e virtuosistiche
soluzioni formali esaltate da gamme cromatiche artificiose e tridenti. Insieme al
Sabbatici, che gli fu condiscepolo e amico, il Samacchini è uno dei più notevoli
rappresentanti del manierismo bolognese nella seconda metà del 500. Nel 1570 ebbe
viva parte nella separazione della Compagnia di pittori da quella delle quattro arti; nel
1572 fu eletto direttore della Compagnia dei pittori; l8 febbraio 1573 suo fratello
Giulio Cesare fu eletto per sua intercessione nel comitato della Corporazione dei pittori.
Ebbe due figli, Alessandro e Fabrizio, anchessi pittori. |
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