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Arte rinascimentale
Il termine "Rinascita " è stato usato, per primo, dal vasari verso la metà del 16° secolo perché , secondo lui, il periodo in cui viveva "avrebbe fatto rinascere l'arte", dopo tanti secoli durante i quali i "barbari" l'avevano distrutta .
Secondo una tradizione abbastanza comune, l'inizio del Rinascimento viene collocato nel 1492 ,l'anno di importanti eventi storici; ma idee "rinascimentali", che parlavano di "uomo al centro del mondo", di utilizzo della prospettiva di pittura di arte come "mutazione" della natura circolavano in Firenze già nei primi anni del 1400, quando la città ha ormai superato la crisi finanziaria e sociale; ma fu soprattutto la politica mecenatistica dei Medici, la famiglia che, assieme ad altre ,diventa una delle maggiori committenti di opere d'arte, circondandosi di artisti e uomini di cultura .
Accanto a quello della chiesa, nasce la committenza privata, che determina una diversa scelta tematica, un diverso modo di esprimersi.
La durata del Rinascimento è di, quasi due secoli; protraendosi fino al XVI sec e affermandosi progressivamente nelle varie corti, che ospitavano gli artisti che si erano formati nelle varie "botteghe" dei grandi maestri.
Si sviluppa con una "scuola veneta", una scuola bolognese, una scuola umbra, una scuola romana, una toscana; talvolta succede che un artista si sposti da una corte all'altra (come Leonardo) e che ogni scuola risente di situazioni storico-politiche diverse. Occorre inoltre ribadire che risulta opportuno, dividere il lungo periodo in primo, medio e tardo Rinascimento, senza delineare limiti cronologici nettamente scanditi.
Il medio rinascimento si caratterizza, dal punto di vista artistico, per il senso dell'equilibrio dell'opera d'arte, per la bilanciata distribuzione delle parti, che arrivano ad un armonico rapporto tra di loro: il classicismo, cioè non è solo esteriore, ma è sostanziale; l'ansia della ricerca che caratterizza l'uomo del rinascimento si cala anche nell'arte; è il caso di Leonardo, che fa "dell'esperienza la madre di ogni certezza" e partendo dagli infiniti casi della realtà, cerca di risalire alle leggi universali.
Il terzo periodo è detto " manierismo " ; deriva da "maniera" , termine che indica le caratteristiche di un autore, cioè il suo "stile" , analizzando soprattutto l'aspetto manuale, il diverso modo di disegnare ,stendere il colore ………;ma agli artisti della seconda metà dell'500 non resta che imitare la "grande maniera" di Leonardo, Michelangelo e Raffaello, artisti che hanno dato un tono inconfondibile all' arte italiana . Accanto a loro si affermano e lavorano ( ma con risultati minori) molti altri che, pur oscillando fra tendenze diverse, hanno caratteristiche individuali e un livello qualitativo accettabile e spesso sono fra "il braccio" del "genio" , rivelando anche una grande versatilità ed ecletticismo.
Anche gli architetti dell' 500 devono dimostrare la loro versatilità , passando dall'edilizia civile(progettazione di palazzi per nobili famiglie del tempo) ad opere di ingegneria militare e religiosa . Spesso uno stesso architetto , specie se al servizio di un principe, doveva provvedere alle tre tipologie contemporaneamente, anche perché nel '500 , con l'introduzione delle armi da fuoco, è necessario provvedere alla trasformazione della cinta muraria , del Cassero e delle fortezze oltre che ad "ampliare" i confini della città .
L'architettura viene giudicata un arte fondamentale. In tutte le città, il potere definiva la sua immagine pubblica attraverso imprese architettoniche . La prima preoccupazione è la sistemazione dello spazio, con tutto ciò che esso esige: logge, statue ,luoghi di culto e per cerimonie.
L'architetto è l'interlocutore privilegiato del potere.
L'artista nel Rinascimento
Il termine "artista" non era usato nell' umanesimo. G. Vasari, nel tratteggiare le biografie, dedica la sua opera agli "Artefici" del disegno, a coloro che "praticavano le arti visive".
Del resto la loro formazione avveniva nelle "botteghe"; verso il 1460, a Firenze erano presenti 40 botteghe di "maestri di prospettiva";ciò testimonia che l'artista isolato, che lavorava per se, nella solitudine del suo studio, non esiste.
La condizione di ARTIFICES era per lo più modesta: essi vengono considerati produttori di oggetti utili, che devono effettuare una lunga gavetta prima di guadagnarsi la qualifica di maestro e che sono vincolati da dei contratti ogni volta che ricevono una committenza, come testimoniano i numerosi documenti dove sono descritte le condizioni materiali e finanziarie.
Spesso un pittore è costretto dal committente a seguire un modello o ad affrontare determinate tematiche; in caso di inadempienza, il signore poteva rifiutare l'opera.
Il "contratto", in caso di opere impegnative e molto durature, veniva rinnovato periodicamente, anche perché spesso si trattava di un lavoro di "equipe", dato che il "maestro" assegnava ai suoi "apprendisti" l'esecuzione di pratiche che erano loro più congeniali.
I contratti spesso prevedevano onorari pagati in natura:sacchi di grano, botti di vino, ospitalità, vitto e alloggio; l'entità del salario è rapportato alla fama dell' artista e alla sua versatilità, dato che spesso l'artista è pittore, scultore, architetto, decoratore,cioè "politecnico" anche se, specie nel 500, l'ARCHITETTURA è considerata arte primaria.
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