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Cibi e bevande

La mensa del povero e la tavola del Ricco

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Nel Rinascimento vi era una forte distinzione socio-politica tra i poveri e i ricchi; fra questi ultimi si distinguevano: nobili di antica discendenza, nobili più recenti o ricchi non ancora nobili, ma in possesso di tanto denaro da potersi permettere una vita rispettabile. Oltre alla distinzione sociale fra le due classi, c'erano altre differenze anche per quanto riguarda l'alimentazione. La tavola apparteneva al signore, come anche la frutta e le primizie (frutti o ortaggi che maturano agli inizi delle stagioni ed erano quindi considerati più pregiati) ma soprattutto gli appartenevano la selvaggina e le carni scelte in quanto, a volte, era proprietario di terre. La qualità della carne veniva suddivisa in base al destinatario: vitella per il padrone e manzo per la servitù. Le classi più agiate potevano disporre di carni di prima scelta molto costose e, appunto per questo, il signore se ne vantava, ostentando la propria ricchezza, mentre il popolo, disponeva solo di carni a basso costo o solo di quelle disponibili soprattutto in campagna. I ricchi preferivano la selvaggina, i poveri si accontentavano di agnelli e capretti, dato che questi ultimi richiedevano pochissime cure, venivano allevati con facilità dai contadini, che ne ricavavano anche ottimo latte, che veniva trasformato in formaggio; questi animali venivano sfruttati anche per la pelle, utilizzata per creare contenitori con cui trasportare vino e olio. La carne che il contadino ricavava dalle proprie capre doveva essere consumata nelle vicinanze del luogo di macellazione; era impossibile conservarla fresca ed il trasporto nelle città era troppo costoso. Per quanto riguarda i grassi, quelli più utilizzati furono: lardo di maiale, sego di montone e olio d'oliva, il solo grasso liquido disponibile. Nel Rinascimento la percentuale di olio commestibile era bassissima, destinata al proprietario del fondo e, solo in parte piccolissima, al contadino. Il pesce più apprezzato dal signore era il luccio (pesce pregiato), cucinato da abili cuochi. I poveri, naturalmente, non avevano accesso ai pesci più prelibati, in quanto il costo di questi era molto superiore al costo della carne. Per i poveri l'unica qualità di pesce disponibile era quello dei corsi d'acqua, dei i laghi e lungo le coste del mare. Il popolo si accontentava di cibi di ripiego non costosi.