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Corte Potere politico

Arte rinascimentale

Scuola
bolognese

Mecenatismo

Il fenomeno che caratterizza il periodo Umanistico-rinascimentale deriva questo nome da Gaio Mecenate,scrittore uomo politico romano (69-8 a.C) il quale ,quando si ritirò a vita privata ,visse circondato da artisti ,scrittori e poeti tra cui incoraggiò e protesse i maggiori ;dopo il crollo dell’impero romano e il lungo medioevo ,soltanto nel 1400/1500 la presenza di corti prestigiose rette da principi,duchi,signori,riportò alla ribalta una situazione analoga .
Il potere politico, infatti, chiamava a corte gli intellettuali che erano particolarmente versati nelle arti, nelle lettere, nel diritto , perché potessero, con la loro personalità e il loro impegno, dare il lustro e fama al loro casato; in cambio veniva concesso vitto , alloggio e, in alcuni rari casi, anche uno stipendio stabilito con un rigido contratto di committenza, in base al quale il signore poteva anche rifiutare l’opera d’arte . Il tenore di vita degli artisti era sicuramente notevole , ma spesso, un cambio , dovevano rinunciare alla propria libertà ideologica , comportamentale e tematica.
Baldassar Castiglione ,” nel cortigiano” , consiglia l’intellettuale a “voltarsi con tutti i pensieri e forze del suo animo ad amare e quasi ad adorare il principe a cui serve , compiacerlo nelle sue voglie senza adularlo…….. Non sarà vano e bugiardo, vantatore e adulatore inetto , ma modesto e ritenuto, usando quella riverenza e rispetto che si conviene al servitore verso il signore “.

Il Mecenatismo dei Vitelli

" In questa mobilissima città sono state case illustri di gran valore e di gran pregio: Casa Vitelli è stata la prima …... e dico che la bontà e la gentilezza dell'illustrissimo signor Giulio Vitelli ha pochi pari, essendo egli cortesissimo in tutte le sue azioni, a tutti benigno "; queste, con altre informazioni ricaviamo da Cipriano Piccolpasso in un codice del 1579.Se la famiglia Vitelli si distingue dalle altre, il ruolo più importante, tra i vari personaggi, fu riconosciuto a Nicolò Vitelli ," uomo di somma liberalità e sapienza", che si era meritato il titolo "PATER PATRIAE" ( Padre della Patria). Egli , nei tempi di pace, promosse l' ARTE e la CULTURA; fece frequentare le scuole fiorentine ai suoi figli ed egli stesso aveva "cognizioni incredibili di cose diverse", e un incredibili numero di libri. Dal 1496, l'anno in cui inizia il governo " assoluto dei Vitelli" gli Annali documentano un gran numero di maestri , professori di latino e greco , maestri di poesia e musica, scultori e pittori;di scuola marchigiana e senese. Tra i cittadini " onorari " figura Luca Signorelli, che affrescò varie opere nella città e, oltre a realizzare i ritratti di Nicolò , Camillo e Vitellozzo Vitelli, ricordò la famiglia in un affresco del Duomo d'Orvieto.
È però con Alessandro e Paolo Vitelli che anche a Città di Castello trionfa l'arte rinascimentale .
A contatto con le corti di Roma e di Firenze, i due avevano raffinato la loro sensibilità e orientato il loro gusto: lo stile architettonico dominante nella città è quello fiorentino, ma numerosi pittori vengono chiamati dalla vicina Urbino e dalle Marche, dall'Emilia ; a questi vengono commissionati i ritratti delle mogli dei Vitelli o, nel caso di Cristofano Gherardi, oltre al ritratto di Alessandro Vitelli gli, vengono commissionate , anche le decorazioni e gli affreschi di Palazzo Vitelli alla Cannoniera. Lungo è l'elenco dei pittori che hanno gravitato nella "corte" dei Vitelli: tra i più significativi ricordiamo Giorgio Vasari , il Pontormo , Raffaellino dal Colle , Raffaello, Evangelista di Pian di Meleto, Parmigianino e il Rosso Fiorentino e in particolare Prospero Fontana , che affrescò le storie " de' fatti dei Vitelli" nel Palazzo di S.Egidio.