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Giulio Romano

Non ne conosciamo la data
di nascita, sappiamo che è figlio di Pietro Pippi e di Graziosa.
Il necrologio mantovano del 1 novembre 1546 fa risalire la data di nascita al 1449, mentre
Vasari lanticipa al 1442.Lappellativo Giulio Romano si afferma
dopo il trasferimento a Mantova per ricordare la città di origine. Entrato giovanissimo
nella bottega romana di Raffaello, Giulio collabora ad opere del maestro, che gli affida
il ritratto di Giovanna dAragona e un ruolo importante nellimpresa delle Logge
Vaticane.
Già negli anni romani, egli rivela una grande abilità grafica, raccogliendo inoltre, il
lascito raffaellesco in campo architettonico. Dopo la morte del maestro, nel 1520, Giulio
completa il frammento tuttora esistente di Villa Madama e realizza, insieme a Gian
Francesco Penni, la Sala di Costantino in vaticano: egli si qualifica così come il più
brillante erede della maniera raffaellesca.
Agli anni romani risalgono molti quadri fra i quali la Pala Fugger a Santa Maria
dellAnima, la Lapidazione di Santo Stefano.
Con la mediazione di Baldassarre Castiglione, Giulio si trasferisce nel 1524 presso la
corte mantovana dei Gonzaga, ottenendo ben presto il monopolio sulle imprese
architettoniche e decorative. Realizza il Palazzo del Te (1525-1535) dirigendone i cicli
di affreschi e stucchi; ristruttura e decora lappartamento di Troia a Palazzo
Ducale, dove progetta anche il Padiglione della Rustica. Nominato nel 1526 prefetto delle
fabbriche gonzaghesche e superiore delle strade di Mantova, trascura i quadri da
cavalletto, dedicandosi prevalentemente alla regia di una vasta bottega capace di tradurre
rapidamente in stucchi e dipinti i suoi disegni.
Dopo la morte del duca Federico II (1540), Giulio lavora per il reggente Cardinale Ercole
Gonzaga.
Fra gli anni trenta e quaranta, è attivo nella chiesa di San Benedetto in Polirone nella
ristrutturazione del Duomo di Mantova, in quella della propria casa, mentre dà vita ad
una serie di disegni per arazzi, dipinti, argenterie, monumenti, apparati, scenografie,
evidenziando la sua versatilità tipica dellartista rinascimentale.
La sua arte è apprezzata anche al di là delle Alpi: nel 1537 viene iniziato, su suo
progetto il palazzo italiano di Landshut, per Ludovico X di Baviera; i riflessi evidenti
della maniera giuliesca si riconoscono a Fontainebleau, con la mediazione di Francesco
Primiticcio e Sebastiano Serio.
Da Elena Guazzi, sposata nel 1529, Giulio ha i figli Virginia, Criseide e Raffaello che
vende allantiquario Jacopo Strada i disegni del padre. |
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