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Tasse e denaro al
tempo dei Vitelli
Numerose, anche nei tempi
passati, erano le tasse che il popolo doveva versare al governo.
Tra queste ricordiamo:
Il Paradico: Tassa che i cittadini dovevano pagare per riparare mura, strade o ponti
rovinati da vari eventi.
Il Missionatico: Tassa imposta per mantenere le truppe di passaggio e per il loro
alloggio.
La Fida: Tassa sul bestiame ( per una scrofa figliola si pagavano 12 paoli e mezzo
lanno).
Tassa Focativo: Una specie di TASSA FAMIGLIA, pagata secondo i possedimenti; era esonerato
solo chi aveva più di 12 figli.
Gabella sul Macinato: Variava in base alle qualità; erano esonerati i prelati e i
monasteri.
Oltre a queste, ce nerano altre, imposte in occasioni particolari.
A proposito di soldi, è significativo ricordare che proprio Vitellozzo Vitelli avesse
ottenuto la IUS CUDENDI, cioè il diritto di BATTERE MONETA, dopo che era
stato investito di 70.000 secondi doro; questa carica gli doveva il potere di
conicare moneta, cosa che egli fece alla morte di Pio IV, prima dellelezione del
successivo pontefice. Egli fece conicare delle monete con le proprie insegne e, in
particolare, dei GIULI in argento nella secca di Roma e dei TESTONI nella secca di Ancona
e Moncerata ( Dicembre 1556- Gennaio 1566). Grazie a lui, quindi, la famiglia Vitelli, per
la prima e unica volta, poté opporre il proprio stemma sulla moneta di una potente
nazione e lasciare unaltra importante traccia storica. |
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