Gli utensili
Sulla tavola del Principe o
del Signore venivano disposte statue di zucchero, piccoli fuochi d'artificio, tovaglioli
piegati nelle forme pił bizzarre, per rallegrare con una spettacolare messinscena il
banchetto, anche l'insieme degli oggetti d'uso costante richiedeva comunque altrettanta
attenzione. A chi doveva provvedere all'apparecchiatura della tavola e a quanto era
necessario, venivano in aiuto i trattati di cucina e di buone maniere, manuali per la
corretta fornitura di cucina, di credenza, di tavola e guide all'arte di trinciare le
carni. A questa pratica dei "segreti" sono legati i nomi del Messisburgo e dello
Scappi, le qui opere, spesso, pongono in evidenza la varietą degli oggetti d'uso in
cucina e nel banchetto. Gią dal periodo della corti medioevali il maestro di casa o di
altre dignitą guidava gli "offiziali" che dovevano provvedere alle tavole, alle
panche, alle tovaglie e all'ingresso delle vivande. Lo Scalco pausava i tempi delle
portate, lasciando spazio alle azioni sceniche, cambiava le tavole, disponendo nuove
tovaglie, tovaglioli, posate e piatti grandi. Le vivande e le carni trinciate venivano
poste in tavola su piatti grandi, corredati di forchetta.
Larte di apparecchiare
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