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Gli utensili 
per la cucina e la tavola

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Sulla tavola del Principe o del Signore venivano disposte statue di zucchero, piccoli fuochi d'artificio, tovaglioli piegati nelle forme pił bizzarre, per rallegrare con una spettacolare messinscena il banchetto, anche l'insieme degli oggetti d'uso costante richiedeva comunque altrettanta attenzione. A chi doveva provvedere all'apparecchiatura della tavola e a quanto era necessario, venivano in aiuto i trattati di cucina e di buone maniere, manuali per la corretta fornitura di cucina, di credenza, di tavola e guide all'arte di trinciare le carni. A questa pratica dei "segreti" sono legati i nomi del Messisburgo e dello Scappi, le qui opere, spesso, pongono in evidenza la varietą degli oggetti d'uso in cucina e nel banchetto. Gią dal periodo della corti medioevali il maestro di casa o di altre dignitą guidava gli "offiziali" che dovevano provvedere alle tavole, alle panche, alle tovaglie e all'ingresso delle vivande. Lo Scalco pausava i tempi delle portate, lasciando spazio alle azioni sceniche, cambiava le tavole, disponendo nuove tovaglie, tovaglioli, posate e piatti grandi. Le vivande e le carni trinciate venivano poste in tavola su piatti grandi, corredati di forchetta. 
Piatti e vasellame erano spesso decorati con stemmi e ornamenti, dipinti da artefici eccellenti. Sulla mensa, un contenitore a forma di nave, conteneva bicchieri e piatti puliti, e altri, come bacilli o ceste, raccoglievano gli avanzi. Il tutto nella disposizione di un ordine che, secondo il galateo, doveva salvaguardare il piacere primigenio del cibarsi, allontanando ogni occasione di disgusto.

L’arte di apparecchiare


Nel cinquecento apparecchiare la tavola del Signore divenne un’arte. La grande tovaglia bianca era accompagnata da tovaglioli della stessa qualitą, lino o fine cotone opportunamente piegati in varie forme. Ogni salsa aveva il suo contenitore, come pure l’olio, il sale e il formaggio. Si aggiunsero poi i porta tovaglioli e gli sgabelli d’argento o di cristallo per appoggiare le posate, insalatiere ed appositi piatti per l’insalata. L’insalatiera, anche quando i piatti fossero d’oro o d’argento, era rigorosamente di ceramica. Pił tardi arrivarono servizi interi per il caffč e per il thč; poi ancora bicchieri per i differenti tipi di vino e per l’acqua, catini per l’acqua di rose ed una miriade di oggetti destinati ad ingombrare la tavola con la funzione di ornamento. Tutto questo spinse i ceramisti, gli argentieri, i vetrai, i tessitori di tovaglie e tanti altri a perfezionare la loro arte.